Il braccio armato del controllo di gestione è certamente l’approccio lean. La lean aiuta il controller a superare il confine delineato dalle semplici analisi di bilancio, traghettandolo verso gli orizzonti che interessano realmente ai nostri clienti imprenditori, cioè a dire l’ottenimento di risultati concreti.
Tempo addietro ho avuto modo di trattare del miglioramento continuo e quindi della logica kaizen. Vorrei a questo punto scendere di più nel dettaglio e trattare di uno strumento caratteristico, motore della lean production, che è appunto l’evento kaizen (o blitz kaizen). È un approccio che punta ad ottenere risultati quasi immediati rispetto un determinato problema e nel giro di brevissimo tempo. Le caratteristiche fondamentali sono:
• La breve durata. In genere dura dai 2 ai 10 giorni, full time, ben strutturati in termini di obiettivi, competenze, risorse da coinvolgere e dati da ottenere.
• Coinvolgimento di team interfunzionali e multilivello. Il team così composto non presenta differenze gerarchiche e viene guidato da un tutor interno o esterno.
• La velocità nell’ottenimento di risultati, magari parziali, ma pur sempre risultati secondo la logica del: meglio l’80% oggi che il 100% mai.
• Altissima focalizzazione sull’obiettivo preposto, evitando quindi di ampliare il raggio di azione
• Elevato coinvolgimento. Le competenze presenti, a tutti i livelli, sono chiamate a partecipare in maniera sinergica
• Grande efficacia. Il team così composto e così organizzato è fortemente orientato ad ottenere l’obiettivo che si è preposto.
Un ulteriore parametro di successo è dato dall’urgenza. Il team non ha tempo per indugiare, ripensare, rimuginare ecc., il team deve fare e basta! Tutto ciò nei termini prestabiliti e con la massima efficacia possibile. Gli step temporali di un blitz kaizen sono così riconducibili:
• 1°e 2° giorno: individuazione, analisi e misurazione del problema
• 2°e 3° giorno: definizione di quelle che sono le azioni migliorative
• 4°e 5°giorno: implementazione e misura dei risultati
• 5° giorno: piano relativo al consolidamento nel tempo e celebrazione conclusiva del successo che si è ottenuto.
Esistono due tipologie di kaizen, il flow kaizen e il process kaizen
Il flow kaizen riguarda l’attività di miglioramento globale relativa al flusso di valore. Parte dal tracciamento del flusso di valore allo stato attuale e poi il tracciamento di quello che è il desiderata, cioè lo stato futuro del valore. Abbraccia una visione globale e contestualmente il grado di focalizzazione sul problema è basso. Lo strumento principe è la Value Stream Map.
Il process kaizen viene condotto direttamente in reparto, ha un taglio fortemente operativo e di breve termine. Con esso si aggrediscono gli sprechi che sono stati individuati nel flow kaizen tramite azioni concrete e tangibili. Gli strumenti utilizzati nel process kaizen sono quelli tipici della lean. Cioè a dire 5S, smed, tpm ecc.
Le due tipologie si evince chiaramente sono strettamente correlate fra loro. Alla base della buona riuscita di un progetto kaizen sta sicuramente il coinvolgimento di tutte le figure chiave chiamate ad operare a seconda delle skill da esse possedute.
Il commercialista che vuole davvero implementare un corretto sistema di controllo di gestione in un’azienda, non può prescindere da questo genere di osservazioni al fine di ottenere il massimo risultato rispetto gli obiettivi prefissi. L’art. 2086 c.c. prevede, oltre che la possibilità di intercettare i primi segnali di crisi, anche la capacità di garantire la continuità aziendale. Tutto ciò non può prescindere dal sapere intervenire sotto i capannoni produttivi così da migliorare la redditività delle produzioni realizzate. Noi ci rendiamo disponibili verso i professionisti tramite una nuova frontiera della formazione, per saperne di più clicca qui.